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Legno massello da foreste europee

L’80% circa delle foreste che nel passato ricoprivano la superficie del pianeta sono state distrutte, la maggior parte delle quali negli ultimi 30 anni. Si stima che venga perduta ogni anno una superficie di foresta primaria tra i 10 e i 16 milioni di ettari.

Questa distruzione continua a minacciare un numero incredibile di specie di piante e animali, oltre a mettere in pericolo il futuro di interi popoli delle foreste in tutto il mondo.

La prima causa di deforestazione è l’espansione incontrollata dei terreni agricoli e dell’agrobusiness.

Anche l’industria del legno e dei prodotti forestali nel mondo, caratterizzata in molti casi dal taglio illegale, da una diffusa corruzione, e da abusi dei diritti umani, rappresenta oggi un grave fattore di minaccia alle foreste primarie.

L’utilizzo massiccio di legno tropicale costituisce forse l’esempio più evidente di possibile danno ambientale, ma anche il legno di foreste temperate viene spesso estratto in forme distruttive (Russia europea, Siberia).

 

La fabbrica verde

Il legno è unico, il legno è sostenibile

 

Perché dunque ricorrere al legno come materiale da costruzione per case e arredamenti?

Il legno, se ben gestito dalla sua origine, potrebbe rappresentare il materiale edile ecologico per eccellenza poiché nessun altro materiale da costruzione viene prodotto con così poca energia.

Il legno cresce da solo ed in continuazione utilizzando la CO2 presente nell’aria, l’acqua e l’energia del sole.

Rispetto ad altri materiali il legno è in grado di ricrescere, può essere ricavato ecologicamente, può durare molto a lungo, è biodegradabile e può essere reimmesso nel ciclo naturale alla fine del suo utilizzo.

Il nostro paese si trova in una posizione fortunata: escludendo le aree al di sopra del limite del bosco, le Alpi sono una delle regioni più ricche di boschi d’Europa.

La superficie forestale alpina è stimata di 7,5 milioni di ettari, il 43% del territorio alpino complessivo, e quella potenzialmente utilizzabile potrebbe potenzialmente essere l’80-90% del territorio complessivo, anche se un grado di sfruttamento così elevato non è ragionevole né da un punto di vista ecologico, né economico.

Soprattutto nei versanti italiani se ne utilizza meno di 1/3 e questo risulta quasi dannoso per i boschi che risultano “bloccati” nella crescita, con perdita di qualità media del legname e con necessità di lunghi e costosi interventi colturali in caso di calamità.

Complessivamente nei boschi alpini è disponibile una massa legnosa di circa 1,5 miliardi di metri cubi.

L’incremento annuo si attesta mediamente intorno ai 5 m3/ha, corrispondente a circa 37 milioni di m3 per tutto il territorio alpino.

Ogni secondo nelle Alpi cresce dunque poco più di un metro cubo di legno, una fonte importante di materiale ecologico, sano e a basso impatto ambientale.

 

Il legno ha un “effetto positivo” sul ciclo del carbonio

 

Con il termine gestione forestale sostenibile si intende un utilizzo della risorsa legnosa responsabile e con un occhio rivolto al futuro: non è permesso tagliare più di quanto cresce.

Il legno fissa anidride carbonica (CO2) pertanto quando viene impiegato come materiale da costruzione questa viene sottratta al ciclo del carbonio, con conseguenze positive sul cosiddetto “effetto serra” (riscaldamento dell’atmosfera attraverso i gas serra).

Il legno è una materia prima locale, naturale, sostenibile e utile.

In Europa sono presenti 20-30 specie legnose adatte alle lavorazioni nell’industria e nell’artigianato.

Sulle Alpi le conifere sono presenti in rapporto di quattro a uno rispetto alle latifoglie, e l’abete rosso è senz’altro la specie arborea più importante seguita dal pino silvestre, l’abete bianco e il larice.

Anche alcune latifoglie si trovano in discreta quantità nei boschi alpini come ad esempio il frassino, il faggio e l’acero.

Perché allora utilizzare legno di abete rosso dalla Scandinavia o dalla Siberia per la costruzione di edifici quando i boschi locali gestiti in modo sostenibile ne possono mettere a disposizione in quantità e qualità sufficiente?

Il legno più compatibile con l’ambiente è sempre quello proveniente dai boschi regionali: non deve essere trasportato attraverso lunghe distanze, aumenta la creazione di valore aggiunto regionale e sostiene i proprietari e le aziende forestali, per i quali diventa di nuovo economicamente praticabile una gestione forestale sostenibile.

Attraverso cure ed utilizzazioni programmate, la selvicoltura aiuta, con il suo lavoro, il bosco: i diradamenti eseguiti regolarmente creano luce e spazio per le giovani piante e mantengono stabile la struttura dinamica del bosco rendendolo una fonte sostenibile di approvvigionamento di materie prime.

 

 

La certificazione del legno e dei prodotti legnosi

Un valido aiuto nella scelta del legno “giusto” è offerto dai sistemi di certificazione.

Attualmente esistono, a livello internazionale, molte istituzioni che lavorano per il riconoscimento di marchi di qualità per il legno ed i prodotti legnosi derivanti da boschi gestiti in modo sostenibile.

L’utilizzo di legname proveniente da foreste certificate è quindi una garanzia affinché il prelievo di legname sia inferiore rispetto all’incremento forestale.

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