Frassino


Il Frassino

Informazioni generiche

Il frassino è un albero che appartiene alla famiglia delle Oleacee, il suo nome in latino è Fraxinus.
Il frassino maggiore (Fraxinus excelsior) è un albero piuttosto comune in Italia, in particolare nelle regioni del nord e del centro della penisola.

 In particolare nel nostro paese sono diffuse due varietà di questo albero dalle foglie caduche: il frassinus ornus, comunemente noto come orniello o frassino da manna, ed il fraxinus excelsior, quello che possiamo definire il frassino comune, il più noto alla maggior parte delle persone.

Il frassino è da un lato un albero dei fondovalle e delle rive dei fiumi, dall’altro lo si rinviene in terreni umidi anche a quote più elevate fino a 1200 m. Cresce velocemente e raggiunge i 250 anni di età, nei boschi produttivi viene tagliato a 70 – 90 anni con diametri di 0,4 – 0,6 m.

Impieghi e proprietà

Dai manici per lance, zappe e asce del neolitico, lo sviluppo ha portato oggi ai manici per martelli, picconi e badili. Per la costruzione dei carri il legno di frassino, stabile ed elastico, era l’ideale.

Questo materiale venne impiegato anche per le carrozzerie delle automobili, tuttavia, come nella produzione degli sci, è stato superato da tempo da altri materiali.

E chi si ricorda ancora delle panche di legno dei treni con la curvatura ergonomica?
È rimasta l’attrattività del legno chiaro per i mobili di pregio.

Il “cuore colorato” che alcune volte si sviluppa è una caratteristica dei frassini europei, il colore grigio bruno fino ad oliva e spesso increspato. Per la somiglianza all’olivo (Olea europaea), suo parente botanico, i tronchi con disegno particolare vengono detti di frassino olivato.

Informazioni storiche culturali e curiosità

Il Frassino assume un ruolo simbolico nella mitologia scandinava dove è noto come Yggdrasil ovvero “Albero del Mondo” che sosteneva e rigenerava l’universo e su cui riposano i due corvi messaggeri del dio Odino. Il frassino Yggdrasil, con la sua chioma si innalzava sino al cielo e con le radici giungeva al cuore della terra, dove si trovavano il regno dei Giganti e l’inferno. Nei suoi pressi si trovava la sorgente miracolosa Mímir, fonte di saggezza e acume, a cui attingeva il dio supremo Odino.

Tre dei cinque alberi magici che Fintan McBochra piantò per segnare i confini delle province d’Irlanda erano frassini.

I Celti consideravano il frassino simbolo di rinascita e fonte di guarigioni miracolose.

Come conseguenza di questa credenza, sino al principio dell’800 nella contea inglese di Selborne si usava far passare entro un tronco cavo di un vecchio frassino cimato, prima dell’alba, i bambini nudi per guarirli dall’ernia.

Oppure si praticava un taglio longitudinale in un giovane frassino e poi all’alba si faceva passare più volte nella fenditura il bambino malato.

Concluso il rituale si richiudeva il taglio con dell’argilla e si legava il tronco, il bambino guariva dall’ernia solo se l’albero cicatrizzava la ferita subita. Chi beneficiava della guarigione vegliava affinché l’albero non fosse tagliato poiché si riteneva che la vita del bimbo fosse legata a quella della pianta guaritrice.

 I guerrieri Celti avevano armi fabbricate col legno di quest’albero, quando Re Iubdan spiega all’attizzafuoco di Fergus Mc Leda quale tipo di legna sia meglio ardere, sottolinea di “Non bruciare il frassino dalle nere gemme: il suo legno fa veloce la ruota, e dà al cavaliere il suo scudiscio, la lancia di frassino pesa le sorti della battaglia”.

Plinio scrive che “i frassini hanno un tale potere che i serpenti non ne sfiorano l’ombra e ne fuggono lontano”.
La pratica di utilizzare foglie di frassino come rimedio per i morsi dei serpenti si e’ protratta in alcune campagne sino all’inizio dei ‘900. Un dato che la dice lunga sulle fama di “guaritore” dell’albero, le cui foglie erano inoltre utilizzate nella medicina popolare per curare reumatismi, artrite e gotta.

Sempre in tema di poteri benefici, nel Medioevo i più superstiziosi ritenevano che per allontanare gli spiriti maligni da una stanza bisognava bruciarvi della legna di frassino.

Gli Slavi credevano invece che il suo legno fosse una buona arma con cui ferire od uccidere un vampiro.

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